Vantaggi per il paziente

Che cosa cambia davvero nel decorso, e che cosa la tecnica non può cambiare.

Vantaggi per il paziente

L’impiego del sistema chirurgico robotizzato cambia soprattutto il decorso: quanto si sanguina durante l’intervento, quanto dura il ricovero, quanto dolore si prova dopo e quanto tempo passa prima di tornare alla vita di sempre.

I vantaggi misurati

  • minor dolore post-operatorio: la maggior parte dei pazienti non necessita di terapia antalgica dal secondo giorno;
  • riduzione della perdita ematica intra-operatoria, nell’ordine del 70% rispetto alla chirurgia tradizionale;
  • minor rischio di trasfusione;
  • cicatrici chirurgiche piccole, limitate agli accessi degli strumenti;
  • degenza più breve: circa la metà del periodo di ricovero post-operatorio della chirurgia open;
  • convalescenza rapida e ritorno anticipato all’attività lavorativa;
  • migliori risultati estetici e, in molti casi, migliori risultati funzionali.

Che cosa succede nella settimana dell’intervento

Per una prostatectomia radicale robotica il ricovero è nell’ordine di due o tre giorni. Ci si alza dal letto il giorno stesso o il mattino successivo, si riprende presto ad alimentarsi e il catetere vescicale viene rimosso nei giorni seguenti, secondo l’andamento. Molti pazienti sono continenti già alla rimozione del catetere. Per gli interventi sul rene e sulla vescica i tempi cambiano, ma la logica è la stessa: meno trauma di parete, ripresa più rapida.

Quello che il robot non cambia

È la parte che in ambulatorio spieghiamo con più attenzione, perché determina le aspettative:

  • la radicalità oncologica dipende dall’estensione della malattia, non dalla via di accesso. Un tumore avanzato resta un tumore avanzato anche operato con il robot;
  • il risparmio dei nervi responsabili dell’erezione è possibile quando la malattia lo consente: la tecnica aiuta il gesto, non decide l’indicazione;
  • il recupero della continenza può richiedere settimane e beneficia della riabilitazione del pavimento pelvico;
  • restano i rischi comuni a ogni intervento chirurgico: anestesiologici, infettivi, tromboembolici.

Quando la chirurgia tradizionale è la scelta migliore

Non tutti i pazienti sono candidati alla via robotica. Aderenze estese da precedenti interventi addominali, condizioni cardiorespiratorie che mal tollerano lo pneumoperitoneo, alcune urgenze emorragiche: in questi casi la chirurgia open resta l’opzione più sicura. La valutazione viene fatta prima del ricovero, e comprende anche la possibilità che l’intervento iniziato con il robot venga convertito in open, decisione che si prende in sala nell’interesse della sicurezza.

Costi e accesso

Gli interventi robotici eseguiti nella nostra Struttura sono prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale e non comportano costi aggiuntivi per il paziente. Il percorso parte da una visita urologica: prenotazione al CUP 070 539680, oppure attraverso le altre vie descritte in Modalità di accesso.

Le domande da fare in ambulatorio

Chi arriva preparato ottiene una valutazione più utile. Vale la pena chiedere:

  • nel mio caso specifico, che cosa cambia tra robot e chirurgia open;
  • quante procedure di questo tipo esegue l’équipe;
  • quali sono i tempi realistici di recupero per il mio lavoro;
  • quali controlli mi aspettano nei mesi successivi e chi li esegue.

Per il quadro completo della tecnica: Che cos’è la chirurgia robotica; per i numeri del nostro Centro: Le tappe.

Le raccomandazioni internazionali sulla chirurgia urologica mini-invasiva sono pubblicate dalla European Association of Urology.