Esattamente trent’anni fa, all’ospedale Brotzu, a Cagliari, veniva effettuato il primo intervento di chirurgia urologica. Il primo di circa 46mila. Fra questi, poco meno di 1.000 trapianti di rene. Vanta numeri rilevanti, il reparto di Urologia: da tre anni è l’unico in Europa a trapiantare reni utilizzando un robot.
Dietro quei numeri c’è una storia lunga trent’anni, fatta di reparti che nascono piccoli e crescono, di tecniche che cambiano, di équipe che si formano e si rinnovano. Vale la pena ripercorrerla, perché aiuta a capire che cosa significhi, per un ospedale, arrivare a un anniversario come questo.
Dagli ambulatori ai primi posti letto
Tutto comincia nei primi anni Ottanta, con l’apertura dell’Ospedale San Michele. All’inizio il personale è poco e l’attività è quella, essenziale, di un ambulatorio. Già pochi anni dopo, però, la crescita della pianta organica consente di avviare una vera attività di reparto ospedaliero: dieci posti letto di degenza e una seduta operatoria alla settimana. È da quel nucleo minimo che prende forma tutto il resto.
Nel 1988, interpretando la vocazione di alta specializzazione dell’ospedale, prende avvio l’attività di trapianto di rene: la pietra miliare nella storia del reparto. Dal 1990 il calendario settimanale sale a tre sedute operatorie in elezione, accanto all’ambulatorio di urologia generale. Dal 2000 la struttura è uno dei pochi centri ad aderire al progetto sui trapianti di reni marginali e sul trapianto da donatore vivente. Nei primi anni Duemila l’attività ambulatoriale viene articolata per settori — oncologia, urodinamica, ambulatorio trapianto, calcolosi — con una seduta operatoria in elezione ogni giorno della settimana.
Le date che hanno segnato il reparto
- 1988 — primo trapianto di rene.
- 1990 — primo prelievo di rene da donatore vivente.
- 1998 — primo doppio trapianto in blocco endo-peritoneale in paziente anziano.
- 2001 — doppio trapianto di rene separato in ricevente marginale.
- 2009 — primo trapianto su protesi vascolare, con sostituzione completa dell’arteria iliaca.
- 17 febbraio 2011 — primo intervento urologico con il robot da Vinci.
- 5 maggio 2012 — primo prelievo di rene da donatore vivente con il robot.
- 28 febbraio 2013 — primo trapianto di rene con tecnica interamente robotica.
- 31 luglio 2013 — doppio trapianto di rene su singolo paziente con tecnica interamente robotica.
Il 13 dicembre 2012, nel frattempo, il reparto aveva festeggiato un altro traguardo simbolico: gli ottocento trapianti di rene. Chi vuole ricostruire il percorso più in dettaglio può consultare la pagina dedicata alla storia della nostra struttura.
Il reparto oggi
La Struttura Complessa di Urologia, Trapianto Renale e Chirurgia Robotica dispone di ventiquattro posti letto di degenza ordinaria e quattro di day hospital. Vi lavorano undici medici specialisti oltre al Direttore, due coordinatori infermieristici, trenta infermieri e tredici operatori socio-sanitari. Le sale operatorie sono tre: una al decimo piano, dedicata all’endoscopia urologica diagnostica, all’urodinamica e alla litotrissia extracorporea, e due al quinto piano, aperte tutti i giorni lavorativi, una per la chirurgia in elezione e le urgenze ventiquattro ore su ventiquattro, l’altra per la chirurgia robotica.
Ogni anno vengono eseguiti circa 2.300 interventi chirurgici e 5.000 visite ambulatoriali, in gran parte per pazienti oncologici; i trapianti di rene sono fra i quarantacinque e i sessanta l’anno, compresi i trapianti marginali singoli o doppi e quelli da donatore vivente. Un’équipe composta da due medici e uno strumentista è sempre disponibile, giorno e notte, per l’attività di prelievo di reni, che viene regolarmente svolta in tutti gli ospedali della Sardegna; un’altra è reperibile per le urgenze urologiche.
Trent’anni, e non solo numeri
Accanto alla chirurgia maggiore a cielo aperto e a quella endoscopica, negli anni sono entrate nella pratica quotidiana metodiche come la brachiterapia e l’HIFU per il carcinoma prostatico e il trattamento laser dell’ipertrofia prostatica. Dal 2010 è cominciata l’era della chirurgia robotica con il sistema da Vinci, applicata alle patologie oncologiche e non solo, fino al suo impiego nelle procedure del trapianto di rene.
Un anniversario, però, non si misura solo in interventi. Il reparto è anche sede di lavori e pubblicazioni scientifiche, centro di trial clinici multicentrici internazionali, promotore di congressi sul trapianto di rene e sulla chirurgia robotica e di incontri di training rivolti a specialisti esterni. Ed è, soprattutto, un punto di riferimento costante per i pazienti trapiantati, seguiti secondo il concetto della cura globale dal momento dell’immissione in lista d’attesa fino ai controlli ambulatoriali, anche a molti anni di distanza dall’intervento.
È questo, in fondo, il senso della festa: ricordare che dietro ogni numero c’è una persona, e dietro ogni intervento un gruppo di professionisti che da trent’anni si passa il testimone.
La storia dei presidi ospedalieri di Cagliari è ricostruita sul sito dell’ARNAS G. Brotzu.