
La calcolosi urinaria è la patologia urologica che incontriamo più spesso: si calcola che almeno il 15% della popolazione abbia avuto un episodio di colica reno-ureterale nel corso della vita, con una frequenza che aumenta nelle zone a clima caldo e durante l’estate. Nella S.C. Urologia dell’Azienda Ospedaliera “G. Brotzu” è attivo dal gennaio 2000 uno Stone Center dedicato alla cura e alla prevenzione dei calcoli.
Come è organizzato lo Stone Center
La forza di un centro per la calcolosi non sta in una singola macchina, ma nel fatto che tutti i passaggi siano disponibili nella stessa struttura:
- ambulatorio della calcolosi con accesso settimanale;
- litotrissia extracorporea a onde d’urto (ESWL) con frequenza settimanale, tramite litomobile;
- pronto soccorso attivo 24 ore su 24, per le coliche e le complicanze acute;
- day hospital e reparto di degenza;
- sala operatoria con strumentario endourologico adeguato;
- laboratorio analisi, radiologia, TAC e medicina nucleare dell’Ospedale.
La nostra casistica
I dati che seguono riguardano l’attività in campo litiasico dal gennaio 2000 all’aprile 2010 e sono stati presentati nel contributo “Stone Center: nostra esperienza” del Dott. Mohammed Ayyoub, referente del settore calcolosi della Struttura.
| Pazienti con calcolosi urinaria | circa 10.000, di cui 6.000 giunti dal nostro pronto soccorso |
|---|---|
| Ricoveri ordinari e in day hospital | circa 6.230 |
| Calcolosi renale | 2.160 casi |
| Calcolosi ureterale | 2.730 casi |
| Coliche renali | 660 casi |
| Calcolosi vescicale | 50 casi |
| Età dei pazienti | da 5 a 80 anni, uomini nel 62% dei casi |
Situazioni particolari
Una parte della casistica riguarda condizioni che cambiano la strategia di trattamento: 35 pazienti in gravidanza, 20 calcolosi a stampo, 30 radiotrasparenti, 20 bilaterali, 8 in rene trapiantato, 5 in pazienti con trapianto di fegato, 5 ureteroceli, 2 reni a ferro di cavallo, un caso di emofilia e uno di miastenia. Sono i casi in cui la scelta tra onde d’urto, endoscopia e chirurgia non segue lo schema abituale e va discussa singolarmente.
I trattamenti che eseguiamo
| Trattamento | Numero |
|---|---|
| Litotrissia extracorporea (ESWL) | 4.500 |
| Ureterolitotrissia endoscopica (ULT) | 300 |
| Litotrissia meccanica e cistolitotrissia | 45 |
| Nefrolitotomia | 3 |
| Ureterolitotomia | 2 |
| Cistolitotomia | 2 |
A questi si aggiunge la terapia medica espulsiva, che resta il primo passo per molti calcoli ureterali distali di piccole dimensioni.

I risultati
- calcolosi ureterale terminale trattata con terapia medica espulsiva con tamsulosina ed ESWL: pazienti liberi da calcoli a un mese nel 94% dei casi;
- ureterolitotrissia endoscopica: stone free nel 92,5%;
- calcolosi renale fino a 2 cm trattata con ESWL: stone free a sei mesi nel 71%.
Complicanze
Nella serie non si sono verificati ematomi renali dopo ESWL. Si sono registrati due casi di urosepsi, trattati con terapia antibiotica mirata, e quattro casi di steinstrasse – la colonna di frammenti che ostruisce l’uretere dopo la frantumazione – risolti con ulteriori sedute di onde d’urto. A tutti i pazienti sono stati eseguiti controlli prima e dopo il trattamento: esami ematici metabolici, radiologici ed ecografici.
Quando la colica diventa un’urgenza
Il dolore della colica è intenso, parte dal fianco e si irradia verso l’inguine, spesso con nausea e vomito. Bisogna rivolgersi subito al pronto soccorso, senza aspettare che passi da solo, quando compaiono:
- febbre o brividi insieme al dolore, perché possono indicare un’infezione a monte dell’ostruzione;
- riduzione marcata o assenza di urina;
- vomito che impedisce di assumere la terapia per bocca;
- dolore che non si controlla con gli antidolorifici prescritti;
- colica in un paziente con un rene solo o con un rene trapiantato.
Dopo il trattamento: la prevenzione
La profilassi della recidiva viene consigliata a tutti i pazienti nel follow-up. Si basa sullo studio metabolico dopo l’episodio – esami ematici e urinari, analisi del calcolo quando è disponibile – e sulle indicazioni che ne derivano su idratazione, alimentazione e, nei casi che lo richiedono, terapia farmacologica. La calcolosi è una malattia che recidiva: chi ha avuto un calcolo ha un rischio concreto di averne un altro, ed è su questo che incide il controllo periodico. Per approfondire come si formano i diversi tipi di calcolo e quali abitudini ne favoriscono la comparsa, una rassegna divulgativa è la scheda sull’urolitiasi del portale UrologoMed.
Come accedere
L’ambulatorio di Calcolosi Renale si svolge il venerdì dalle 8.30 alle 14.00; il referente è il Dott. Mohammed Ayyoub. La prenotazione si effettua al CUP dell’Azienda Ospedaliera “G. Brotzu” allo 070 539680. Le altre vie di accesso – visita urgente su indicazione del medico curante, consulenza dal pronto soccorso, libera professione – sono descritte in Modalità di accesso.
Domande frequenti
Un calcolo può essere espulso senza interventi?
Sì, ed è l’esito più frequente per i calcoli ureterali di piccole dimensioni. In questi casi si imposta una terapia medica espulsiva: nella nostra casistica l’associazione con la tamsulosina e, dove necessario, con le onde d’urto ha portato al 94% di pazienti liberi da calcoli a un mese nella calcolosi ureterale terminale.
Quando si usano le onde d’urto e quando l’endoscopia?
Le onde d’urto sono la scelta abituale per la calcolosi renale fino a due centimetri: nella nostra serie hanno dato il 71% di pazienti stone free a sei mesi. L’ureterolitotrissia endoscopica ha una resa più alta e immediata sul calcolo ureterale, 92,5%, ed è indicata quando il calcolo è duro, incuneato, o quando la situazione clinica non consente di attendere. La decisione tiene conto di sede, dimensione, densità del calcolo e anatomia del rene.
La litotrissia è pericolosa per il rene?
Nella nostra casistica di 4.500 trattamenti non si sono verificati ematomi renali. La complicanza più frequente non è il danno al rene ma la steinstrasse, cioè l’accumulo di frammenti nell’uretere: si è presentata in quattro casi ed è stata risolta con ulteriori sedute.
Ho avuto un calcolo: quante probabilità ho di rifarlo?
La calcolosi è una malattia recidivante, e la prima recidiva può arrivare a distanza di anni. Per questo il percorso non finisce con l’espulsione del calcolo: lo studio metabolico e i controlli periodici servono proprio a capire perché quel calcolo si è formato e a ridurre la probabilità che se ne formi un altro.
Si può trattare un calcolo in gravidanza o in un rene trapiantato?
Sì, ma con percorsi diversi da quelli abituali. Sono situazioni che abbiamo incontrato spesso: 35 pazienti in gravidanza e 8 calcolosi in rene trapiantato nella casistica 2000-2010. La scelta del trattamento viene discussa caso per caso insieme agli altri specialisti coinvolti; per il rene trapiantato il riferimento è la gestione urologica del trapianto.
Le raccomandazioni internazionali sul trattamento dei calcoli urinari sono raccolte nelle linee guida EAU sull’urolitiasi, aggiornate ogni anno dall’European Association of Urology.