Prostata, fertilità e ormoni

Tre molecole che agiscono sull’asse ormonale maschile e femminile e che in urologia e andrologia hanno impieghi molto diversi fra loro: finasteride, inibitore della 5-alfa-reduttasi; clomifene, modulatore dei recettori estrogenici usato per l’infertilità; tamoxifene, antiestrogeno impiegato anche nella ginecomastia maschile. Tutte sono soggette a prescrizione medica.

Finasteride: i tempi e il valore del PSA

Va conosciuta per due dettagli che spesso sfuggono. Il primo: nel trattamento dell’ipertrofia prostatica il beneficio sul flusso urinario si misura dopo tre-sei mesi, non dopo due settimane. Il secondo: dimezza il valore del PSA, quindi chi la assume deve dirlo al medico prima di qualunque controllo, altrimenti un risultato apparentemente rassicurante può nascondere un problema reale.

Clomifene e tamoxifene

Il clomifene stimola la produzione endogena di gonadotropine. Nella donna si usa per l’induzione dell’ovulazione con monitoraggio ecografico; nell’uomo con ipogonadismo secondario viene impiegato in alcuni protocolli per aumentare il testosterone senza sopprimere la spermatogenesi. Il tamoxifene, oltre all’impiego oncologico, è usato nella ginecomastia dolorosa: il beneficio è maggiore nelle forme recenti, molto minore quando il tessuto è ormai fibrotico.

Non si maneggiano al buio

Questi farmaci richiedono esami di base, controlli programmati e un obiettivo chiaro. La scheda spiega la molecola, la strategia la imposta lo specialista. Per una valutazione andrologica puoi rivolgerti agli ambulatori della Struttura.

Fonti: Indicazioni autorizzate lette nella Banca dati dei farmaci AIFA; percorso diagnostico secondo le linee guida EAU.

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