
La chirurgia robotica urologica è attiva all’Azienda Ospedaliera “G. Brotzu” dal febbraio 2011. Permette di operare i tumori della prostata, della vescica e del rene, e di trattare molte malformazioni della via urinaria, con un dettaglio visivo che l’occhio non raggiunge e con un risparmio dei tessuti che deriva dalla mini-invasività dell’accesso.
Che cos’è il sistema da Vinci
Il sistema chirurgico da Vinci non opera da solo e non è un automa: esegue, in tempo reale, i movimenti che il chirurgo compie alla consolle. È composto da tre parti:
- la consolle, dove siede il chirurgo e da cui manovra gli strumenti attraverso due manipolatori e una pulsantiera a pedali;
- il carrello operatorio con i bracci, che sorregge gli strumenti e la telecamera introdotti nel paziente;
- la colonna di visione, che elabora e mostra a tutta l’équipe quello che il chirurgo vede.
Alla consolle l’immagine è tridimensionale e ingrandita circa dieci volte rispetto alla visione dell’occhio umano. Gli strumenti articolati hanno sette gradi di libertà di movimento, più di quanti ne consenta il polso umano dentro una cavità addominale, e il sistema filtra il tremore fisiologico della mano.
Che cosa operiamo con il robot
Le procedure eseguite nella nostra Struttura coprono tutta l’urologia maggiore:
- prostatectomia radicale per il carcinoma della prostata;
- nefrectomia radicale e parziale, compresi gli interventi conservativi su masse voluminose, in cui si asporta il tumore risparmiando il rene;
- cistectomia radicale per il tumore della vescica;
- prelievo di rene da donatore vivente e trapianto renale con tecnica interamente robotica;
- chirurgia ricostruttiva della via urinaria: plastica del giunto pielo-ureterale, reimpianto ureterale, ureterolisi nella fibrosi retroperitoneale;
- asportazione di diverticoli vescicali e, in casi selezionati, chirurgia uroginecologica.
Gli interventi registrati in sala sono raccolti nella pagina Video degli interventi.
I numeri della nostra casistica
Dal 2011 sono stati eseguiti oltre 900 interventi di chirurgia robotica, in prevalenza oncologici. Al 1° luglio 2015 il bilancio parziale era di oltre 250 prostatectomie radicali, 80 nefrectomie radicali e 50 cistectomie radicali; a queste si aggiungevano 15 trapianti renali interamente robotici, un doppio trapianto renale in singolo ricevente e 10 prelievi di rene da donatore vivente. Il robot è stato inoltre utilizzato per la prima volta nella fibrosi retroperitoneale.
Tra il 2011 e il 2012, nei primi due anni di attività, l’ospedale ha eseguito circa 300 interventi robotici, di cui 200 in area urologica: la piattaforma è infatti condivisa con la Chirurgia d’Urgenza e la Chirurgia Toraco-Vascolare. Le tappe di questo percorso sono in Le tappe.
Perché nel carcinoma della prostata è diventata la via principale
Nel trattamento del carcinoma prostatico la tecnica robotica porta una riduzione netta dell’invasività: minore rischio di sanguinamento intra-operatorio, degenza più breve – nell’ordine di due o tre giorni – e ripresa più rapida delle funzioni urinaria ed erettile. Molti pazienti sono continenti già alla rimozione del catetere. Per la funzione sessuale, la precisione degli strumenti permette nella maggior parte dei casi di risparmiare le strutture nervose deputate all’erezione, quando la malattia lo consente.
Su questo punto serve chiarezza: il robot migliora la via di accesso e la precisione del gesto, non cambia lo stadio della malattia. La radicalità oncologica e la possibilità di risparmiare i nervi dipendono dall’estensione del tumore, non dallo strumento.
I limiti della tecnica
Un’informazione onesta comprende anche quello che il robot non fa:
- alla consolle manca il ritorno tattile: il chirurgo valuta la consistenza dei tessuti con la vista e con l’esperienza, non con le dita;
- il posizionamento del carrello e la preparazione della sala richiedono tempo aggiuntivo rispetto alla chirurgia open;
- alcune condizioni rendono preferibile la chirurgia tradizionale: aderenze estese da interventi precedenti, situazioni in cui lo pneumoperitoneo non è tollerato, urgenze emorragiche;
- la tecnica richiede un’équipe formata per intero – chirurghi, anestesisti, infermieri di sala – e non solo un operatore alla consolle. È il motivo per cui il reparto ha una propria Scuola di Chirurgia Robotica.
Che cosa cambia per chi viene operato
I vantaggi misurati sul paziente – dolore, perdite ematiche, durata della degenza, ritorno al lavoro – sono descritti in Vantaggi per il paziente; quelli che riguardano il gesto chirurgico in Vantaggi per il chirurgo.
Gli interventi robotici eseguiti nella nostra Struttura sono prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale: non comportano costi aggiuntivi per il paziente rispetto alla chirurgia tradizionale.
Come arrivare a una valutazione
Il percorso parte sempre da una visita urologica. La prenotazione si effettua al CUP dell’Azienda Ospedaliera “G. Brotzu”, 070 539680; l’ambulatorio di Oncologia urologica si svolge il martedì dalle 8.30 alle 14.00, con il Dott. Stefano Malloci e il Dott. Andrea Solinas. Le altre vie di accesso sono descritte in Modalità di accesso.
Domande frequenti
È il robot che opera?
No. Il robot riproduce in tempo reale i movimenti del chirurgo seduto alla consolle, che si trova nella stessa sala operatoria insieme al resto dell’équipe. Non esegue alcun passaggio in autonomia.
La chirurgia robotica costa di più al paziente?
No. Gli interventi robotici eseguiti nella nostra Struttura rientrano nelle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale, come la chirurgia tradizionale.
Tutti i pazienti possono essere operati con il robot?
No. Aderenze estese da precedenti interventi addominali, condizioni cardiorespiratorie che non tollerano lo pneumoperitoneo e alcune urgenze rendono preferibile la chirurgia open. La scelta viene fatta caso per caso in ambulatorio, prima del ricovero.
Quanti giorni si resta in ospedale?
Per la prostatectomia radicale robotica la degenza è nell’ordine di due o tre giorni, contro una degenza più lunga della chirurgia open. Per gli altri interventi dipende dalla procedura e dal decorso.
Fonti
Linee guida di riferimento per la chirurgia urologica: European Association of Urology e Società Italiana di Urologia. Informazioni sull’ospedale: ARNAS G. Brotzu.