Vie respiratorie e allergie

Broncodilatatori e antistaminici compaiono nella terapia di una quota consistente dei pazienti che arrivano in reparto, e due situazioni li rendono rilevanti anche per noi. La prima è la valutazione preoperatoria: un’asma non controllata è un problema anestesiologico, e sapere quale broncodilatatore il paziente usa e con quale frequenza cambia la preparazione all’intervento. La seconda è la reazione ai mezzi di contrasto impiegati in urografia e in TC, dove l’anamnesi allergologica e l’eventuale premedicazione antistaminica sono parte della sicurezza dell’esame.

Le schede riportano il salbutamolo nelle due forme in cui si incontra, compresse e spray predosato, e la cetirizina come antistaminico di seconda generazione, con dosaggi, avvertenze, tecnica di inalazione e prezzi indicativi.

Quanto si paga in farmacia

Nelle indicazioni autorizzate il salbutamolo, sia in compresse sia in sospensione pressurizzata, è a carico del Servizio Sanitario Nazionale e l’assistito paga il solo ticket regionale. La cetirizina, nelle confezioni più piccole, appartiene ai medicinali senza obbligo di prescrizione e si acquista a banco a proprio carico. Il listino pieno riguarda in pratica la seconda bomboletta da tenere in valigia e le confezioni grandi di antistaminico per la stagione pollinica.

Il segnale da non ignorare

Il consumo di più di una bomboletta di broncodilatatore al mese, o l’uso quotidiano al bisogno, identifica un’asma non controllata ed è associato a un rischio aumentato di riacutizzazioni gravi. Le linee guida internazionali hanno smesso da anni di raccomandare il broncodilatatore da solo come terapia dell’asma: serve un antinfiammatorio inalatorio di fondo. Comprare più scatole non risolve, sposta soltanto il momento in cui il problema si presenta al pronto soccorso.

Due punti di contatto con l’urologia

Il primo è la reazione ai mezzi di contrasto iodati impiegati in urografia e in uro-TC: l’anamnesi allergologica e l’eventuale premedicazione con antistaminico e corticosteroide fanno parte della sicurezza dell’esame, e vanno dichiarate prima, non dopo. Il secondo riguarda i broncodilatatori anticolinergici — ipratropio e tiotropio — che nei pazienti con ipertrofia prostatica e ostruzione cervico-uretrale possono favorire la ritenzione urinaria acuta: un uomo che smette di urinare dopo l’avvio di una terapia inalatoria non ha necessariamente peggiorato la prostata, può aver aggiunto un anticolinergico. Va ricordato infine che la cetirizina si elimina per via renale e richiede dose ridotta quando il filtrato è basso.

Prima di un intervento

Un’asma non controllata è un problema anestesiologico. All’anestesista vanno riferiti quante volte alla settimana si ricorre al broncodilatatore, se ci sono stati risvegli notturni per la tosse, se è in corso una terapia di fondo e se ci sono state riacutizzazioni nell’ultimo anno. L’inalatore non va sospeso: va portato in ospedale insieme alla documentazione.

Fonti: Dispositivi inalatori e dosaggi dalla Banca dati dei farmaci AIFA; relazioni di valutazione della European Medicines Agency.

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