Vermox prezzo e posologia del mebendazolo per gli ossiuri

Vermox prezzo e posologia del mebendazolo per gli ossiuri

da € 27,90prezzo indicativo della confezione, non un’offerta di vendita

Principio attivo
Mebendazolo
Classe
Antielmintico benzimidazolico
Forma farmaceutica
Compressa masticabile
Dosaggi disponibili
100 mg
Regime di fornitura
Soggetto a prescrizione medica
Codice
VER-MEB-100

Il vermox prezzo interessa in genere di notte, quando un bambino si sveglia grattandosi e il genitore capisce di avere a che fare con gli ossiuri. Il mebendazolo risolve il problema quasi sempre, ma non basta prendere una compressa: contano la seconda dose, il trattamento dei conviventi e una settimana di lavatrici. Questa scheda della S.C. Urologia, Trapianto Renale e Chirurgia Robotica dell’Azienda Ospedaliera G. Brotzu spiega dosi, costi, regime di fornitura e un motivo urologico per cui questa infestazione ci riguarda più di quanto sembri.

Che cosa fa il mebendazolo

Il mebendazolo si lega alla tubulina del parassita e ne impedisce la polimerizzazione: il verme perde la capacità di assorbire glucosio, esaurisce le riserve e muore nell’arco di due-tre giorni. Viene assorbito pochissimo dall’intestino umano, meno del dieci per cento della dose, ed è questa la ragione della sua ottima tollerabilità: agisce dove servono, cioè nel lume intestinale, e quasi non entra in circolo. Lo spettro copre Enterobius vermicularis, gli ascaridi, i tricocefali e gli anchilostomi.

Un’avvertenza pratica: il farmaco non uccide le uova. È tutto il senso della seconda dose.

Dosaggio negli adulti e nei bambini

Per l’ossiuriasi la dose è identica in adulti e bambini sopra i due anni: 100 mg, una compressa, in unica somministrazione. Va ripetuta dopo due settimane, e in molti protocolli una terza volta dopo altre due: le uova già presenti nell’ambiente schiudono in quell’arco di tempo e la seconda dose elimina i vermi nati nel frattempo. Per ascaridiasi, tricocefalosi e anchilostomiasi lo schema cambia: 100 mg due volte al giorno per tre giorni consecutivi. La compressa si può masticare o frantumare per i più piccoli e si assume indifferentemente prima o dopo i pasti, tenendo presente che un pasto grasso ne aumenta un poco l’assorbimento sistemico.

Perché va trattata tutta la famiglia nello stesso giorno

L’ossiuriasi è un’infestazione domestica, non individuale. Le uova diventano infettanti in poche ore, resistono giorni sulle superfici, viaggiano su mani, unghie, lenzuola, asciugamani e giocattoli, e una quota consistente dei conviventi è portatrice senza sintomi. Trattare il solo bambino sintomatico significa quasi sempre ritrovarsi con il prurito notturno tre settimane dopo. Il trattamento contemporaneo di tutti i conviventi, ripetuto a distanza di due settimane, è la misura che cambia davvero il risultato.

Ossiuri, bruciore a urinare ed enuresi: perché questa scheda è qui

Nelle bambine i vermi che di notte migrano dalla regione anale possono raggiungere vulva e uretra, e l’irritazione che ne deriva si presenta come vulvovaginite ricorrente, bruciore a urinare, urgenza minzionale e, non di rado, ricomparsa della pipì a letto in una bambina che aveva già raggiunto il controllo notturno. Quei sintomi vengono trattati ripetutamente come infezione urinaria, con cicli di antibiotico che non risolvono nulla perché la causa è altrove. Quando un’urinocoltura torna negativa e il disturbo continua, la domanda sugli ossiuri va posta. La valutazione si prenota dagli ambulatori della Struttura; gli antibiotici usati nelle vere infezioni urinarie sono descritti fra i farmaci per le infezioni urinarie e genitali.

Quando sembra che non abbia funzionato

La ricomparsa del prurito dopo il trattamento è quasi sempre una reinfezione, non una resistenza del parassita. Le cause più frequenti sono tre: la seconda dose non è stata presa, i conviventi non sono stati trattati, le uova sono rimaste nell’ambiente domestico. Va inoltre ricordato che i vermi morti vengono comunque espulsi e possono essere visti nelle feci nei giorni successivi: la loro presenza non significa che il farmaco non abbia agito. Se il quadro persiste dopo un ciclo completo e correttamente esteso alla famiglia, serve una rivalutazione medica.

Igiene domestica: la parte che il farmaco non copre

  • lavaggio di lenzuola, federe, asciugamani e biancheria intima a sessanta gradi, il giorno del trattamento e il giorno successivo;
  • doccia o lavaggio della regione perianale al mattino, appena alzati, per rimuovere le uova deposte durante la notte;
  • unghie corte e lavaggio frequente delle mani, soprattutto prima dei pasti e dopo il bagno;
  • pigiama chiuso per una settimana nei bambini che si grattano nel sonno;
  • aspirazione dei pavimenti e delle superfici della camera, evitando di scuotere la biancheria in aria.

Vermox prezzo e costo per compressa

La confezione normalmente sufficiente per una famiglia di quattro persone, comprese le dosi di richiamo, è quella da dieci-venti compresse.

Confezione 100 mg Costo per compressa
10 compresse 27,90 € 2,79 €
20 compresse 34,80 € 1,74 €
30 compresse 47,90 € 1,60 €
60 compresse 73,20 € 1,22 €
90 compresse 102,40 € 1,14 €
120 compresse 124,60 € 1,04 €

Importi indicativi, riportati per rendere leggibile la scala dei costi; non costituiscono un listino ufficiale.

Vermox senza ricetta: che cosa prevede la normativa italiana

La ricerca di vermox senza ricetta è fra le più frequenti su questo farmaco, e la risposta italiana è meno comoda di quella di altri Paesi: le specialità a base di mebendazolo sono classificate come medicinali soggetti a prescrizione medica ripetibile, quindi il farmacista non può dispensarle a banco. La ricetta ripetibile ha però un vantaggio: consente più ritiri entro il periodo di validità, e quindi copre agevolmente la dose di richiamo e il trattamento dei conviventi senza tornare dal medico. La classificazione aggiornata di ogni confezione è consultabile nella banca dati dei medicinali di AIFA.

Come si acquista in farmacia e che cosa chiedere

  1. Ricetta del medico di medicina generale o del pediatra, indicando quante persone vanno trattate: serve a dimensionare la confezione.
  2. Ritiro in farmacia con numero della ricetta elettronica e codice fiscale; il prodotto è di norma disponibile a banco.
  3. Richiesta dell’equivalente meno costoso con lo stesso principio attivo e dosaggio.
  4. Verifica della formulazione adatta all’età: compresse masticabili per i bambini più grandi, sospensione orale per i più piccoli.
  5. Annotazione della data della seconda dose sul calendario, perché è quella che si dimentica.

Compresse o sospensione: come si sceglie la confezione

Sopra i sei anni la compressa da 100 mg, masticabile, è la scelta più semplice ed economica. Sotto quell’età la sospensione orale consente di dosare con precisione e di somministrare senza il rischio che il bambino sputi metà compressa; costa un po’ di più per dose ed è la formulazione che va richiesta espressamente. Per una famiglia numerosa conviene una confezione unica di compresse più una piccola di sospensione per il bambino più piccolo, invece di due confezioni di sciroppo.

Effetti indesiderati e interazioni

Alla dose singola gli effetti sono rari e lievi: dolore addominale, meteorismo, diarrea, occasionalmente nausea. Nei trattamenti prolungati ad alte dosi, che riguardano parassitosi ben diverse dall’ossiuriasi, sono state descritte alterazioni della crasi ematica e degli enzimi epatici. Le reazioni cutanee gravi sono rarissime, ma la loro frequenza aumenta in modo documentato quando il mebendazolo viene associato al metronidazolo: l’associazione va evitata, e chi sta seguendo una terapia per le infezioni genitali descritta nella scheda del metronidazolo deve segnalarlo. La cimetidina ne aumenta i livelli, mentre carbamazepina e fenitoina li riducono.

Quando non va usato e quando serve il parere del medico prima dell’acquisto

Il mebendazolo è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo e nel primo trimestre di gravidanza; nei trimestri successivi e in allattamento la decisione spetta al medico. Nei bambini sotto i due anni l’uso richiede una valutazione pediatrica. Serve prudenza in presenza di epatopatia e nelle terapie prolungate. Le altre schede della sezione, dedicate a parassitosi e molecole con indicazioni ben più ristrette di quanto si legga in rete, sono raccolte fra gli antiparassitari e antivirali, compresa quella dell’ivermectina.

Domande frequenti su prezzo, ricetta e seconda dose

Quanto costa trattare una famiglia di quattro persone?

Servono quattro compresse subito e quattro dopo due settimane: la confezione da dieci compresse basta e si colloca intorno ai ventotto euro secondo i valori indicativi riportati sopra.

Serve davvero la ricetta?

Sì. In Italia le specialità a base di mebendazolo sono soggette a prescrizione medica ripetibile. La ripetibilità consente però più ritiri con la stessa ricetta, coprendo la dose di richiamo.

Perché bisogna ripetere la dose dopo due settimane?

Perché il farmaco uccide i vermi ma non le uova. Le uova già presenti nell’ambiente schiudono nell’arco di due settimane e la seconda somministrazione elimina i parassiti nati nel frattempo.

Ho visto i vermi nelle feci dopo il trattamento: è normale?

Sì. I parassiti morti vengono espulsi nei giorni successivi e la loro presenza non indica un fallimento della terapia. Il prurito notturno che ricompare dopo tre settimane, invece, indica quasi sempre una reinfezione.

Posso prenderlo in gravidanza?

Non nel primo trimestre, dove è controindicato. Nei trimestri successivi e durante l’allattamento la decisione spetta al medico, che valuta beneficio e alternative caso per caso.

Le informazioni riportate derivano dal riassunto delle caratteristiche del prodotto dei medicinali a base di mebendazolo autorizzati in Italia e dalle raccomandazioni sul controllo dell’ossiuriasi in ambito familiare. Il testo è stato redatto dalla redazione del sito della S.C. Urologia, Trapianto Renale e Chirurgia Robotica dell’Azienda Ospedaliera G. Brotzu di Cagliari; i recapiti sono nella pagina contatti.

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